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Per le imprese.

I costi sostenuti dalle imprese per erogare liberalità in denaro o in natura all’ Organizzazione di Volontariato “Gli amici del randagio”  Onlus possono essere parzialmente dedotti dal reddito d’impresa. Gli importi massimi del beneficio variano in base al tipo di dono che si intende effettuare e agli adempimenti che devono essere effettuati.

Erogazioni in denaro o natura.
Erogazioni in denaro.
Medicine, alimenti e altri beni.
In base al D.L. n.35/2005 sono deducibili dal reddito complessivo, nel limite del 10% dello stesso, e comunque nella misura massima di 70 mila euro annui, le erogazioni liberalità in denaro in natura erogate da persone fisiche o da soggetti Ires a favore delle Onlus. 

In alternativa alla deducibilità prevista dal citato D.L. n.35/2005 , in  base alla normativa del D.P.R. 917/86 le imprese possono dedurre dal reddito Imponibile Ires le liberalità in denaro per un importo non superiore al 2% del reddito d’impresa dichiarato, per un importo massimo di Euro 30.000,00  Quindi:

  • Erogazione NON SUPERIORE al 2% del reddito d’impresa e MINORE di Euro 30.000,00:  la deduzione è garantita.
  • Erogazione NON SUPERIORE al 2% del reddito d’impresa ma MAGGIORE di Euro 30.000,00: per la deduzione si considera il limite di Euro 30.000,00.

La scelta tra deduzione e detrazione sarà valutata dall’impresa .

Le erogazioni liberali in denaro – devono essere pagate tramite bonifico bancario o bollettino postale, carte di credito  e prepagate, assegni bancari e circolari non essendo possibile il versamento in contante.

Le imprese che producono o scambiano “prodotti farmaceutici” o “derrate alimentari” possono cederle gratuitamente alle Onlus, al posto di eliminarle dal circuito commerciale, senza dover considerare questa cessione tra i ricavi, come destinazione estranea all’esercizio dell’impresa, ai sensi dell’art 53, comma 2 del Tuir. Non viene pregiudicata la deduzione dei relativi costi di acquisto e la cessione gratuita è esente in base a quanto stabilito dall’art 12 D.P.R. 633/72
Le cessioni gratuite alle Onlus sono agevolate anche se riguardano altri beni, non di lusso, diversi dai precedenti, a patto che:

  • siano prodotti o commercializzati dall’impresa
  • presentino imperfezioni, alterazioni, danni o vizi che pur non modificandone l’idoneità di utilizzo non ne consentano la commercializzazione o la vendita;

Queste cessioni non sono considerate ricavi, come destinazione estranea all’attività, per un importo corrispondente al costo di produzione o acquisto complessivamente non superiore al 5% del reddito d’impresa dichiarato.
Ai fini Iva, questi beni si considerano distrutti e quindi alla loro cessione non si applica dell’Iva, non subendo la rettifica della detrazione dell’imposta pagata al momento dell’acquisto o dell’importazione.

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